La nuova Apple TV sta nel palmo di una mano, è dotata di connessione wi-fi e abbandona gli acquisti pay-per a favore dei noleggi a prezzi bassissimi; tutto senza pubblicità e con Abc e Fox prime major partner ufficiali. La nuova TV permette comunque in America anche lo streaming da Netflix.
Ma la vera rivoluzione annunciata da Steve Jobs riguarda iTunes, presentato nella versione 10 e soggetto da oggi a una mutazione che ne trasforma il ruolo e la funzionalità da ecosistema e piattaforma musicale a un ibrido digitale dell’intrattenimento che, passando dalla realtà dei social, vira deciso verso il mondo dei media. La caratteristica aggiuntiva di iTunes 10 si chiama Ping e il suo claim è inequivocabile: “A Social Network for Music”. Il mantra della feature Ping è: ‘discovery’. Ping introduce in iTunes l’aspetto social attraverso la presenza, la condivisione e il concetto di ’seguito’ degli amici, nella convinzione che la propria comunità (ovvero: gli artisti preferiti e gli amici) sia la migliore fonte possibile per scoprire nuova buona musica di proprio gradimento. E, in un colpo solo, iTunes integra opzioni rese note da Facebook (profilo, amici), da Twitter (follow, be followed), Friend Feed e MySpace, consentendo all’utente registrato di postare qualsiasi cosa, dai pensieri ai commenti, dalle foto ai video, dalle canzoni alle preferenze per i concerti. Il tutto a un livello molto spinto di interattività e di semplicità d’uso. Le canzoni postate da un amico, ad esempio, potranno essere immediatamente pre-ascoltate su iTunes e scaricate poi a pagamento. Grande la spinta sulla geolocalizzazione, grazie ai contenuti sui concerti in programma (funzione ‘near you’) e la presenza di iTunes 10 anche sui device mobili di Apple.
In questo contesto, gli altri annunci di Jobs sia su iTunes (nuova grafica, nuovo logo senza CD (”ci sembrava il caso di eliminarlo, dato che a primavera ne supereremo le vendite…”) sia sui nuovi iPods passano ingenerosamente in secondo piano, poichè questi ultimi sono comunque notevoli, quand’anche non rivoluzionari come lo tsunami Ping.
L’enfasi, per quanto attiene alla musica, non è propriamente sulla cloud (ma ricordiamoci di Lala in cantiere…) bensì sul social. Ma quando il social si innesta su un gigantesco catalogo licenziato di brani e video, e si parla del maggiore retailer digitale multimediale al mondo, i contributi UGC in forma di commenti e post non sono che l’assist per mandare in rete i contenuti. Per ora, almeno.
(gdc)
On settembre - 3 - 2010ADD COMMENTS


