“ Auditório intimo” non è uno, ma tanti viaggi. E migliaia sono anche i kilometri percorsi, realmente e metaforicamente, dalla giovane cantante, autrice e compositrice Lisa Maroni. Come quelli che separano la verde Umbria, sua terra di provenienza, dal sole di Curitiba, Paranà in Brasile, dove sono stati registrati i brani di questo disco. Sono kilometri che attraversano l’oceano sterminato della musica jazz, con le sue increspature sonore e le sue contaminazioni. Percorrono l’Italia, tra i concerti degli Ostinato, formazione nu-jazz con cui Lisa collabora dal 2004, le aule della Sapienza di Roma, dove si laurea in lingue e letterature straniere e coltiva la sua passione per la cultura portoghese, e il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, in cui studia jazz e canta con il Santa Cecilia Jazz Ensemble diretto da Paolo Damiani.
Un viaggio personale, con tanti brani scritti, composti e cantati in prima persona da Lisa (Quem, Nuova luce all’orizzonte, Pra você) che approda a volte anche sulle più belle note altrui. Come quelle di Michel Petrucciani, cui Lisa Maroni ha dato voce aggiungendo un suo testo originale in portoghese a Looking Up, uno dei capolavori del pianista francese. E dando vita così a Olha Pra Cima, uno dei brani più preziosi di questo album. Altre volte “Auditório intimo” ritrova sulla sua strada i versi della tradizione indigena della popolazione Tupi Guaranì, da cui arriva la Lenda da Vitòria-Régia. Si tuffa nella storia allegra e malinconica della musica brasiliana, rifacendo Manhã de Carnaval di Luis Bonfá oppure Essa Mulher, una poesia di Ana Terra musicata da Joyce. E approda a Sicily, perla d’amore resa celebre da Pino Daniele, e qui rivisitata nella sua versione originale di Chick Corea.
“Trattandosi del mio primo lavoro come solista – racconta Lisa – ho dato ascolto a quello che più intimamente è la mia necessità di interazione musicale, tanto con me stessa e i musicisti con cui suono, quanto con il pubblico. Questo ha portato alla nascita di un progetto in cui l’elemento che emerge è l’intimità (Auditorio Intimo, appunto) un ascolto attento delle proprie “impellenze” artistiche lasciando da parte la facile classificazione dei generi musicali”.
D’altronde a occhi chiusi, e tenendo per mano i propri sogni più intimi, tutto può entrare nell’anima e uscirne arte. Una musica trascinata dal suono magico delle corde vocali, e impastata di mille idiomi: portoghese, italiano, inglese, sono le lingue principali di questo “Auditório intimo”. Tante quante sono le passioni dell’artista, che di questo suo primo disco da solista ha fatto summa di una ricerca musicale, artistica, culturale, linguistica e infine personale. Una voce colorata come il Brasile, patria di Ricardo Janotto, grande amico e musicista brasiliano che attorno alle sue percussioni e alla voce di Lisa Maroni ha raggruppato ottimi musicisti come il contrabbassista Glauco Solter e il batterista Endrigo Bettega (sessione ritmica del celebre trombonista Raul De Souza), il suonatore di violão sete cordas Vinicius Chamorro, il chitarrista Luis Otavio Almeida, solo per citarne qualcuno. Tutto questo è “Auditório intimo”: crocevia jazz, brazilian jazz, fusion e acustico che viene dall’anima, e che all’anima torna.
On maggio - 31 - 2010ADD COMMENTS


